giovedì 19 gennaio 2017

Anna Rita Barbieri "Recensione di Maurizio Messori"






Mi vien fatto di scrivere due righe due su Anna Rita. Non è difficile; la bravura, la perizia invogliano. Ed è una questione di stile, di sentimento, se questo termine sta a significare " sentire con ". Lei e l'Arte: una intende l'altra, si parlano, si auscultano, si danno la voce nella voragine che è l'esistenza. Necessità, esigenza, voglia. Direi in primis necessità. Non sbaglio. Necessità di rendere partecipi gli altri del linguaggio che le appartiene, non criptico ma neppure scontato. Anzi. Le sue pennellate sono parole, verbi, molti punti interrogativi. D'altronde la sua sensibilità è fatta anche di domande che se si fanno esistenziali assumono carattere dal peso specifico enorme. Perchè questa è l'Arte, anche questa è Arte: interrogarsi, chiedersi, non dare nulla per scontato. Infatti, Anna Rita cerca proprio di dipanare tali enigmi, di esorcizzarli attraverso le sue gestualità che planano sulla tela. Dalla tavolozza alla tela passando attraverso il filtro della sua anima. Filtro a maglie strette. Non tutto passa, non tutto. Ciò che di intelligente e ricco la vita le ha dato fluisce senza resa, senza tentennamenti di sorta. Le altre " disqualità " che non siano virtù si arrestano. Bene, Anna Rita, il tuo parlare pittorico è poliglotta: arriva dritto dritto al cuore di chi sa apprezzare le lingue del cuore. Grazie. 
Maurizio Messori